"L'oca bianca"


 Mi sono sempre piaciute le oche, fin da bambina quando con mia mamma e mia nonna passeggiando per Positano le incontravamo nel giardinetto di un albergo dove è possibile trovarle ancora oggi.
Spesso nel fare quella stessa strada mi soffermo per un paio di minuti ad osservarne le bellissime piume, le trovo eleganti e simpatiche.
Per questo sottopentola smaltato ho voluto fare un salto nel passato come a fermare nel tempo e nella ceramica un mio ricordo d'infanzia.














"Un buongiorno al .... gioco!"

Anche quest'anno una delle piazze della mia città ha dato spazio ad un'evento particolarmente divertente.
Un vero e proprio percorso con giochi antichi è stato creato per tutti i visitatori e che essi siano stati adulti o bambini, non ha avuto alcuna importanza, per la varietà di giochi presenti e la curiosità che destava in grandi e piccini.
Il lancio di partenza è stato dato al mattino ma l'evento si è protratto fino al tardo pomeriggio.
Ero presente anche io con un laboratorio molto libero dove ogni bambino potesse esprimere tutta la sua creatività nel gioco.
Questo era l'obiettivo, divertendosi giocando con un materiale che probabilmente non conoscevano.
Senza i condizionamenti degli adulti e la costrizione attorno ad un tema prestabilito, ne sono usciti lavori sorprendenti.
Questi in foto, sono i lavori dei più piccoli del gruppo.
C'è chi ha rappresentato il paesaggio che avevamo intorno, chi un pupazzo di neve e chi... la mamma e il papà.





"English breakfast"

La prima volta che andai a trovare mia zia Giulia in Inghilterra ero solo una bambina ma ricordo benissimo l'emozione che provai non appena l'aereo atterrò nell'aeroporto inglese di Luton.
Avevo messo piede sul famoso territorio britannico, quello di cui sentivo tanto parlare mia zia nelle sue lettere e nei suoi rientri in Italia quando veniva a trovarci in estate. Lei ne era innamorata e mi ha trasmesso in eredità l'amore smisurato che provava per quei luoghi.
Io ho amato da subito le aperte campagne verdeggianti, il tè rigorosamente con latte ed anche, se pur bizzarro, il clima così mutevole. E' come se la pioggia rendesse più affascinante e misterioso l'intero paesaggio e arricchisse l'aria di un profumo intenso e particolare.
Ho percepito di nuovo quello stesso odore anni dopo, quando per un secondo viaggio sono ritornata in quei posti.
Mia zia usava ogni mattino e all'immancabile ora del tè, un servizio di porcellana inglese, in blu antico come il colore di questa mattonella maiolicata.
Viene scontato dopo la mia premessa capire quanto io sia legata a questo colore e quanto mi emozioni utilizzarlo nei miei lavori.
E' quel pizzico di nostalgia che rende, a me unico, quel soggetto.


"Oltre la Torre"


Uno degli eventi a cui ho preso parte con maggiore entusiasmo è stato quello svolto nel comune di Cetara, in costiera amalfitana.
Luogo incantevole dove la Torre sovrasta un mare cristallino.
"Oltre la Torre" è stato l'incontro di quanti volevano sperimentare l'argilla e godere di una spettacolare e calda giornata di sole.
Tanto spazio è stato dato ai bambini e ai ragazzi diversamente abili che abilmente hanno dato vita a creazioni... marine.
Alla conclusione del laboratorio, sul lungo tavolo vi erano pesci, polpi ed ogni specie vivente potesse essere presente in acqua.
Ma anche i grandi hanno fatto la loro parte, sperimentando la tecnica giapponese del Raku. Affascinante come sempre, questa tecnica dona il tocco in più anche a pezzi più semplici, come quella del ciondolo in alto che ho realizzato in quell'occasione.
Colori accesi, vitali e pieni di gioia per racchiudere la bellezza di questo piccolo borgo di pescatori.





"Prospettiva...verticale"

Partire da un progetto e seguirlo alla lettera mi è sempre risultato difficile. Questa volta, invece, avevo scelto la strada più sicura affidandomi al disegno che avevo realizzato precedentemente.
Avevo curato ogni cosa nei minimi dettagli ma si sa, specie con la ceramica, l'imprevisto è sempre dietro l'angolo o per meglio dire è sempre possibile esca dal forno qualche guaio da rimediare.
E' così è stato per questo pezzo che ha subìto qualche piccolo imprevisto.
Se c'è una cosa che ho imparato da quando mi sono innamorata dell'argilla e della ceramica, è proprio che a volte anche l'inatteso può portare risultati affascinanti.
 Questo, era un omaggio a Positano, la città di mia madre e uno di quei luoghi che mi hanno vista crescere.
Anche il più piccolo sassolino presente sulla spiaggia, mi riporta indietro nel tempo e mi fa ripercorrere la mia infanzia, la mia adolescenza o momenti particolarmente felici.

Ogni elemento presente in questo lavoro ha preso spunto da un cassetto della memoria. Vi sono le scale che percorro solitamente per raggiungere casa di mia nonna, vi è la "verticale" di casette che sembra sfuggire alla gravità, specie se la osservi dal basso, sdraiata sulla spiaggia. Vi è il mare e la Pistrice che già avevo più volte raffigurato. Vi sono le conchiglie che nelle passate estati ho raccolto seduta sulla riva del mare.



"La via del possibile"

Mi chiedevo come potesse essere possibile "tradurre" artisticamente la "Terra", concepita però come quella forza primordiale ed istintiva che alimenta e sostenta l'uomo ma quando per il progetto Vertex- La via del possibile abbiamo dovuto creare forme femminili, mi è stato da subito chiaro.
La donna, nel suo essere materno, è l'esempio perfetto di protezione e sostegno.

Nella cornice mozzafiato della Pinacoteca Comunale della città di Positano abbiamo allestito la mostra personalizzandola con le nostre opere caratterizzate tutte da una singolare caratteristica, in omaggio alla città verticale della costiera amalfitana.
Le opere esposte sono state affisse alla parete mentre, al centro della sala, le nostre donnine, svettavano austere, padroneggiando sulle maioliche bianche e rosse del pavimento.

Ho particolarmente apprezzato la forma da utilizzare e, questo, evidentemente mi ha ispirato una varietà di decorazioni.
Alcune ho deciso di smaltarle, mentre, la maggior parte delle forme che ho preparato le ho lasciate parzialmente grezze, decorandone solo in parte la superficie.
In effetti, la semplicità della forma si adattava a molte soluzioni.
La mia è stata una scelta dettata non solo dalla location ma anche e soprattutto dal tema che andavamo a rappresentare:
La bellezza del femminile.







"Alice e le altre"

«Qui, vedi, devi correre più che puoi, per restare nello stesso posto. Se vuoi andare da qualche altra parte devi correre almeno il doppio!»

Cosa c'è di meglio che, nel partecipare ad un evento, ti ritrovi davanti come tema una delle tue favole preferite. Alice nel paese delle Meraviglie mi ha, da sempre, affascinato sia nella versione cartacea che televisiva. Come non ricordare il Cappellaio Matto, la Regina di Cuori della versione disneyana o lo Stregatto di quella cinematografica.
L'obiettivo che mi si era posto davanti non era l'interpretazione letterale della storia piuttosto si prediligeva quella personale. Quindi largo spazio all'immaginazione!
Nella realizzazione del progetto iniziale mi sono immersa nel testo di Alice, ho cercato di concentrarmi sul concetto di dimesione alterativa.
Sala della Gloria- Reggia di Caserta
La mostra era all'interno dell'evento Buongiorno Ceramica che ogni anno unisce tutte le città italiane della ceramica per due giorni di fila. Quest'anno ci ha ospitato una prestigiosa location- la Reggia di Caserta.


Con il concetto di surrealtà si intende tutto ciò che va oltre la realtà, in una dimensione alternativa che viene a trovarsi tra veglia e sonno. Tale realtà che, non può essere compresa attraverso la logica comune, permette a qualsiasi individuo di poter lasciare libera la sua mente.
Mi piace pensare che chiunque crei qualcosa, mettendo se stesso in quell'opera, è da questa particolare dimensione che trae ispirazione e con "Alice e le altre" ho avuto la possibilità di entrare ancora una volta dentro me stessa e di esprimermi senza barriere.



Surrealtà- prima della cottura
Surrealtà- Dopo cottura Raku

 "Surreltà" è nata dall'osservazione di tutto ciò che mi circonda e dalla riflessione che "l’immaginazione è l’unica arma nella guerra contro la realtà.".

"Fragilità sospesa...."


Ho una vera e propria passione per Shakespeare e quando, la scorsa primavera, mi dissero che avrei preso parte ad una mostra dal titolo "Fragilità il tuo nome è donna", il mio entusiasmo era alle stelle.
Questa è stata una delle esperienze più entusiasmanti della mia vita. Non solo per il tema affascinante sebbene piuttosto impegnativo ma anche e soprattutto perchè era la mia prima vera esposizione in una mostra di ceramica tutta al femminile.
Partita da Faenza e Nove, la mostra si è spostata anche ad Agropoli e Cetara.
Quest'ulltima location mi è entrata nel cuore. La torre vicereale che, ospitava la mostra, dalla struttura molto particolare è il vero fulcro del centro di questo meraviglioso piccolo borgo di pescatori.
La torre è fantastica ed imponente, ha una posizione d'eccezione trovandosi a ridosso della scogliera.
Lì il mare è il secondo protagonista indiscusso e il profumo che si sente passeggiando lungo la stradina è qualcosa di impagabile per chi, come me, ha il mare dentro.
Tornando alla mostra, devo dire che la scelta di portare questo pezzo, è stata del tutto "casuale".
Avevo preparato questo lavoro per un altro evento ma ben presto si è capito che il suo destino sarebbe stato altrove. Ho lavorato una settimana al progetto ma la vera realizzazione è stata istintiva.
E' così che è nata "Fragilità Sospesa" che riassume in pieno ciò che per me è la  fragilità di una donna, non intesa con quell'aggettivo negativo che da sempre ha identificato questo termine ma come la tenerezza, la forza e il coraggio della stretta rassicurante di una madre verso suo figlio.
Prima della cottura

Dopo la cottura

"Colpo di coda"


Sebbene sia tempo di zucche, funghi, castagne e foglie dalle tinte autunnali, il caldo e il sole di queste giornate di ottobre, ci riportano all'estate appena terminata.
Ed estate è, soprattutto, sinonimo di mare!
Ho realizzato vari lavori a tema marino ma sono particolarmente legata a questi due pesciolini interamente decorati a mano, dipinti qualche mese fa per due bambine.
Nel farli non ho voluto ispirarmi ad alcun oggetto simile già visto ma ho lasciato libero sfogo alla mia fantasia.
E potrei dire, con ironia che, ancora una volta l'argilla ha deciso per me, lasciandosi decorare come desiderava.












" Apulia e la rivincita delle barbabietole"

Nell'ultimo periodo ho speso gran parte del mio tempo e della mia vita allo studio delle varie tecniche ceramiche, soprattutto di decorazione, sperimentando da sola e mettendo in gioco tutta me stessa ma lo stimolo più grande per migliorarmi come donna e artista l'ho sempre ricavato dai bambini con la quale lavoro.
Il titolo di questo primissimo post dopo un lungo periodo di assenza è tutto dedicato ai miei piccoli della scuola elementare di Cava dei Tirreni (Sa) che proprio non ne volevano sapere di chiamare la "barbottina", cioè quella miscela di acqua ed argilla cruda, con il suo vero nome. Devo dire che, da quando l'abbiamo ribatezzata con il termine "barbabietola" mi risulta sempre difficile durante una lezione non sorriderne al ricordo e spesso mi ritrovo a raccontare a nuovi allievi quella buffa storia.
I bambini, una fonte inesauribile di energia e creatività e l'entusiasmo che leggo nei loro occhi quando creano qualcosa con le loro mani, è davvero impagabile.
Oltre ai corsi in scuole, librerie ed eventi pubblici e allo studio per perfezionare ed imparare nuove tecniche, ho preso parte grazie all'associazione Pandora- Artiste Ceramiste a varie mostre.
Dopo quella tenutasi al Castello Arechi di Salerno si sono susseguiti alcuni eventi. Il primo dei quali è stato il  XXIII Concorso di Ceramica Mediterranea nella città di Grottaglie (Ta) "Suggestioni e Colori di Puglia" dove ho partecipato nella sezione Giovani Ceramisti.
La mia opera che ha dato anche nuovo volto a questo blog, è intitolata Apulia. E' una brocca modellata con la tecnica del colombino e il manico con forme femminili rappresenta un albero d'ulivo che estende i suoi rami su tutta la superfice.